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MOMENTKID*BB orale sosp flacone 150 ml 100 mg/5 ml gusto miele e banana

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MOMENTKID*BB orale sosp flacone 150 ml 100 mg/5 ml gusto miele e banana

Disponibile su ordinazione

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Descrizione

Descrizione Momentkid*BB Sospensione Orale 150ml

DENOMINAZIONE
MOMENTKID BAMBINI 100 MG/5 ML SOSPENSIONE ORALE CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Farmaci antinfiammatori/antireumatici non steroidei.

PRINCIPI ATTIVI
Ibuprofene 20 mg/ml.

ECCIPIENTI
Saccarosio, gomma xantana, saccarosio monopalmitato, alcool cetilico, acido citrico monoidrato, aroma banana, sodio edetato, metile paraidro ssibenzoato, emulsione di simeticone, aroma miele, propile paraidrossi benzoato, silice colloidale anidra, acqua depurata.

INDICAZIONI
Trattamento sintomatico della febbre e del dolore lieve o moderato.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti. Bambini di eta’ inferiore a 3 mesi o di peso inferiore a 5,6 Kg. I persensibilita’ all’acido acetilsalicilico o ad altri analgesici, antipiretici, antinfiammatori non steroidei (FANS), in particolare quando l’ipersensibilita’ e’ associata a poliposi nasale e asma. Ulcera peptica attiva. Grave insufficienza epatica o renale. Severa insufficienza cardiaca. Storia di emorragia gastrointestinale o perforazione relativa a precedenti trattamenti attivi o storia di emorragia/ulcera peptica ricorrente (due o piu’ episodi distinti di dimostrata ulcerazione o s anguinamento). Uso concomitante di FANS, compresi gli inibitori della COX-2. Gravidanza e allattamento.

POSOLOGIA
Per migliorare la palatabilita’ della sospensione, e’ stata messa a punto una formulazione che puo’ dar luogo alla presenza di prodotto non solubilizzato nella parte superiore del flacone; tale presenza non e’ comunque indice di deterioramento. Si raccomanda di agitare il flacone prima dell’uso. La dose giornaliera e’ strutturata in base all’eta’ e dal peso del paziente. Nei bambini di eta’ compresa tra 3 e 6 mesi limitare la somministrazione a quelli di peso superiore ai 5,6 Kg. Per somministrazione orale a lattanti e bambini di eta’ compresa fra 3 mesi e 12 anni utilizzare la siringa dosatrice fornita con il prodotto. La scala graduata presente sulla siringa riporta in evidenza le tacche per due diversi dosaggi: la tacca da 2,5 ml corrispondente a 50 mg di i buprofene e la tacca da 5 ml corrispondente a 100 mg di ibuprofene. La dose giornaliera di 20-30 mg/kg di peso corporeo, suddivisa 3 volte a l giorno ad intervalli di 6-8 ore. Nel caso di febbre post-vaccinazione riferirsi al dosaggio sopra indicato, somministrando una dose singola seguita, se necessario, da un’altra dose dopo 6 ore. Non somministrare piu’ di due dosi nelle 24 ore. Il prodotto e’ inteso per trattamenti di breve durata.

CONSERVAZIONE
Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conser vazione.

AVVERTENZE
Dopo tre giorni di trattamento senza risultati apprezzabili consultare il medico.
Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’ uso della piu’ bassa dose efficace per la piu’ breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.
L’uso del medici nale deve essere evitato in concomitanza di FANS, inclusi gli inibitori selettivi della COX-2. Gli analgesici, antipiretici, antinfiammatori non-steroidei possono causare reazioni di ipersensibilita’ potenzialm ente gravi (reazioni anafilattoidi), anche in soggetti non precedentem ente esposti a questo tipo di farmaci. Il rischio di reazioni di ipersensibilita’ dopo assunzione di ibuprofene e’ maggiore nei soggetti che abbiano presentato tali reazioni dopo l’uso di altri analgesici, anti piretici, antinfiammatori non-steroidei e nei soggetti con iperreattiv ita’ bronchiale (asma), poliposi nasale o precedenti episodi di angioe dema. Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, c on o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi ga strointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale, ulc erazione e perforazione, che possono essere fatali. I pazienti anziani hanno un aumento della frequenza delle reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni gastrointestinali, che possono esser e fatali. In pazienti con storia di ulcera, in particolare anziani, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione, il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o perforazione e’ piu’ alto con dosi aumentate di FANS.
Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la piu’ bassa dose disponibile. L’uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali. Pazienti con storia di tossicita’ gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo gastrointestinale inusuale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in parti colare nelle fasi iniziali del trattamento. Controllare attentamente i pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero aumentare i l rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anti coagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serot onina (SSRI) o agenti antiaggreganti come l’aspirina. Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono Momentkid il trattamento deve essere sospeso. I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con una storia di malattia gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) poiche’ tali condizioni possono essere esacerbate. Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Tossica Epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS. Nelle prime fasi della terapia i pazienti sembrano essere a piu’ alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di tratta mento. Interrompere il trattamento alla prima comparsa di rash cutaneo , lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilita’.
Cautela e’ richiesta prima di iniziare il trattamento nei pazienti con anamnesi positiva per ipertensione e/o insufficienza cardiaca poiche’ in associazione al trattamento con i FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi, ipertensione ed edema. Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l’uso di ibuprofene, specialmente ad alti dosaggi (2400 mg/die) e per trattamenti di lunga durata, puo’ essere associ ato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi ( per es. infarto del miocardio o ictus).
In generale, gli studi epidemi ologici non suggeriscono che basse dosi di Ibuprofene (es. =1/100, <1/10); raro (>=1/10000, <1/1000); molto raro (<1/10000 ); non nota. Infezioni ed infestazioni. Raro: meningite asettica, rini te; molto raro: cistite. Patologie del sistema emolinfopoietico Molto raro: neutropenia, agranulocitosi, anemia aplastica, anemia emolitica (possibile test di Coombs positivo), trombocitopenia (con o senza porp ora), eosinofilia, emoglobina ridotta e valore di ematocrito ridotto, pancitopenia. Disturbi del sistema immunitario. Raro: reazioni anafala ttiche-anafilattoidi (gravi reazioni che possono comprendere: orticari a con o senza angioedema, dispnea, da ostruzione laringea o da broncos pasmo, shock); sindrome caratterizzata da dolore addominale, febbre, brividi, nausea e vomito; broncospasmo. Disturbi del metabolismo e dell a nutrizione: appetito ridotto, ritenzione idrica. Disturbi psichiatri ci: irritabilita’; raro: depressione, labilita’ emotiva. Patologie del sistema nervoso: cefalea, vertigine; raro: insonnia, difficolta’ di concentrazione mentale, sonnolenza, convulsioni. Molto raro: accidente cerebrovascolare. Patologie dell’occhio. Raro: disturbi visivi, secche zza oculare. Patologie dell’orecchio e del labirinto: tinnito; raro: d isturbo dell’udito. Patologie cardiache. Molto raro: insufficienza cardiaca congestizia aggravata (in soggetti con funzione cardiaca comprom essa), palpitazioni. Patologie vascolari. Molto raro: ipotensione. Pat ologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Raro: broncospasmo, di spnea, apnea. Patologie gastrointestinali. Comune: ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale (a volte fatale) in particolare negli anziani, nausea, vomito, diarrea, flatulenza, costipazione, dispepsia, dolore addominale, melena, ematemesi, stomatite ulcerosa, colite aggravata, morbo di Crohn aggravato; raro: gastrite, dolore epiga strico, pirosi gastrica, pancreatite, duodenite, esofagite, secchezza della bocca, ulcere gengivali. Patologie epatobiliari. Raro: epatite, ittero, sindrome epatorenale, necrosi epatica, insufficienza epatica. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Raro: eruzione vescic o-bollosa, orticaria, eritema multiforme, alopecia, dermatite esfoliativa, dermatite da fotosensibilita’; molto raro: eruzione bollosa (incl usa sindrome di Stevens-Johnson e Necrolisi Tossica Epidermica), eruzi oni ed esantemi (incluso esantema maculopapulare), prurito. Patologie renali ed urinarie. Molto raro: insufficienza renale acuta aggravata ( nei soggetti con preesistente significativa compromissione della funzione renale, necrosi papillare renale, necrosi tubulare, glomerulonefrite, poliuria, ematuria. Esami diagnostici. Raro: alterazione delle prove di funzionalita’ epatica; molto raro: test di funzionalita’ renale anormali.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
E’ improbabile che soggetti di eta’ inferiore a 12 anni vadano incontr o a gravidanza, o allattino al seno. Peraltro, in tali circostanze bisogna tenere presente le seguenti considerazioni. L’inibizione della sintesi di prostaglandine puo’ interessare negativamente la gravidanza e /o lo sviluppo embrio/fetale. Risultati di studi epidemiologici sugger iscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi di prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell’1% fino a circa l’1,5%. E’ stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia . Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di mortalita’ embrione-fetale. Inoltre, un aumento d’ incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, e’ stato riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre: il feto a: tossicita’ cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale che puo’ progredire a insufficienza renale con oligo-idroamnios. Inoltre, puo’ portare la madre e il neonato, all a fine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, un effetto antiaggregante che puo’ occorrere anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

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